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PROGETTO TERAPEUTICO STRUTTURATO PER FASI
Prima fase: primo contatto con la persona
a) colloquio orientativo svolto al Ser.T., in carcere o in luogo neutrale rispetto alla struttura;
b) illustrazione delle regole e delle attività del centro;
c) ascolto dell'utente: situazione personale (rapporto con la sostanza, strutturazione genogramma, relazioni sociali, situazione penale, condizioni di salute), previsione di un programma concordato per obiettivi minimi;
d) accordo reciproco sulla presa in carico o meno;
e) definizione del rapporto utente, struttura, Ser.T..
Seconda fase: ingresso dell'utente nel centro
a) sistemazione abitativa;
b) compilazione documenti d'ingresso;
c) controllo effetti personali;
d) presentazione agli altri utenti;
e) adattamento alla nuova situazione relazionale.
Terza fase: accoglienza - osservazione - diagnosi e ipotesi terapeutica
a) accompagnamento nella disintossicazione (se necessario);
b) assistenza farmacologica concordata;
c) sostegno psicologico personalizzato;
d) incontri di gruppo con gli altri utenti ed operatori;
e) valutazione diagnostica: somministrazione di test riconosciuti a livello regionale o dipartimentale (SCID, SCID-P, Bertin, TD-Eval, Mac-A, Mac-E, 16PF, ACL, Rorschach);
f) restituzione ed approfondimento soggettivo dei risultati emersi;
g) confronto in gruppo delle caratteristiche soggettive;
h) individuazione dei bisogni compensati con modalità distruttive.
Quarta fase: accompagnamento verso gli obiettivi personalizzati
a) colloqui personali con operatore qualificato;
b) incontri di gruppo;
c) strutturazione di verifiche con èquipe congiunte (CT, Ser.T., familiari);
d) definizione e scelta del percorso terapeutico personalizzato (scelta della comunità terapeutica, accompagnamento per colloqui informativi presso altre comunità, strutturazione del programma da svolgere presso le nostre strutture (PTI, programma terapeutico individuale), coinvolgimento attivo dei familiari);
e) coinvolgimento in alcune responsabilità all'interno della struttura.
Quinta fase: programmi terapeutici disponibili presso la nostra struttura
a) strutturazione programma breve personalizzato concordato con utente, operatori del Ser.T., familiari(3/6 mesi);
b) strutturazione programma medio-lungo concordato (8/12 mesi);
c) strutturazione di un programma standard comprensivo della fase di reinserimento (18 mesi);
d) programmi di solo reinserimento socioriabilitativo in sede appropriata (Casa di Massa);
e) definizione delle diverse modalità di rapporto con tutto ciò che è esterno al centro;
f) impiego del tempo all'interno della struttura per obiettivi definiti e concordati;
g) utilizzo di uno spazio di tempo libero per obiettivi definiti e condivisi;
h) gestione di piccole quantità di denaro;
g) ricalibrazione dei rapporti affettivi.
DESCRIZIONE DEL PROGETTO DI REINSERIMENTO
1) Problema e bisogni:
a) Offerta di una fase di transizione per l’acquisizione di una piena autonomia:
- Offerta di un domicilio
- Accompagnamento nella gestione della quotidianità:
- Cura ed igiene personale e dell’abitazione;
- Responsabilizzazione verso le utenze;
- Gestione economica nel quotidiano: controllo budget personale, gestione e controllo
entrate e uscite;
- Gestione autonoma dell’eventuale terapia farmacologica personale.
b) Accompagnamento al rispetto di regole date e concordate:
- Divieto di uso di ogni tipo di sostanza psicoattiva;
- Rispetto dell’impegno lavorativo;
- Rispetto delle regole della casa.
Il bisogno principale di ogni persona con cui ci capita di condividere un esperienza di un programma terapeutico è quello di raggiungere una piena autonomia e riuscire a mantenerla nel tempo. La principale autonomia su cui poggia la permanenza presso la sede del reinserimento è il mantenimento del posto di lavoro, e qualora questa venga meno si concorda con l’utente e diventa compito degli operatori coinvolti (principalmente del referente del progetto, del referente terapeutico e del responsabile della comunità), stimolare e rinforzare modalità adeguate per la ripresa di questo elemento. Nello stesso tempo i soggetti precedentemente menzionati sono anche i principali attori per l’accompagnamento nella gestione della quotidianità e il rispetto delle regole; in particolare l’operatore referente, il quale è presente presso la sede quotidianamente (in particolare alla sera) e ha il compito di confrontarsi con gli altri operatori secondo le necessità.
2) Destinatari finali:
- Utenti che hanno svolto una fase terapeutica riabilitativa presso la CT “Il Ponte”: verifiche attraverso più colloqui, per stabilire se la persona ha sviluppato autonomie sufficienti per la fase di reinserimento;
- Utenti che abbiano svolto programmi terapeutici presso altre CT:
- Passaggio dalla “Ct. Il Ponte, in cui l’utente svolge una fase di accoglienza e valutazione delle risorse personali (da 1 settimana a 3 mesi);
- Verifiche, attraverso più colloqui, per stabilire se la persona ha già sviluppato autonomie sufficienti per la fase di reinserimento.
- Persone segnalate dai Servizi Sociali (previo colloquio e valutazione del responsabile)
- Con un lavoro stabile;
- Senza problemi di uso di sostanze o senza problematiche psichiatriche in corso.
Si è scelto di indirizzare l’intervento tanto a soggetti provenienti dalla nostra comunità terapeutica, quanto da altre comunità o da altri servizi, perchè si ritiene che la convivenza tra soggetti diversi che hanno gli stessi bisogni possa rinforzare il processo di consolidamento di determinate autonomie. E' compito del responsabile della comunità, del referente terapeutico e del referente del progetto, valutare tramite dei colloqui e concordare e definire il programma personale di ogni inserito, condividendolo comunque con gli altri operatori in sede di incontri di áquipe.
3) Destinatari intermedi:
- Sede C.T. “Il Ponte”;
- Ser.T.;
- Servizi Sociali;
- Altre C.T.;
- Altri Enti o Servizi di volontariato.
Questo consente di strutturare una rete di condivisione di questo intervento di recupero con soggetti che presentano spesso caratteristiche diverse, ma che sul nostro territorio sono realtà consolidate e molto efficienti.
4) Obiettivi:
- Autonomizzazione delle persone:
- Riconoscimento e realizzazione delle capacità personali;
- Riconoscimento e superamento delle difficoltà o ostacoli che impediscono il raggiungimento delle autonomie.
- Periodo stabilito (max. 6 mesi) per il consolidamento e lo svincolo dalla struttura:
- Mantenimento del lavoro;
- No ricadute nell’uso di sostanze;
- No trasgressioni alle regole della casa.
Come già riportato l’obiettivo di questo progetto è quello di consolidare tutte quelle autonomie che le persone hanno già raggiunto in una situazione protetta e di essere in una fase di passaggio per un inserimento definitivo nell’ambito sociale. Per cui si è definito un periodo di massima di permanenza, ma che può essere diverso a seconda del programma personalizzato di ogni soggetto. In caso di ricadute o trasgressioni gravi l’èquipe dell’Associazione valuta se procedere per un reingresso presso la sede principale o provvedere all’espulsione.
5) Strategie, metodologie e metodi di intervento:
- Accompagnamento nella fase di ingresso;
- Verifiche quotidiane dell’aderenza ai programmi:
- Gruppo di auto-aiuto, volto al superamento delle problematiche personali e relazionali;
- Colloqui personali (terapeutici o educativi);
- Controllo dei metaboliti;
- Diario di bordo personale dove riportare la gestione economica.
- Espulsione o rientro in CT (o altra struttura) in caso di ricadute o trasgressioni gravi:
- Divieto di portare persone esterne previa autorizzazione;
- Utilizzo di tecniche motivazionali volte al consolidamento delle autonomie;
- Accompagnamento alla fase di svincolo definitivo.
L’accompagnamento alla fase di ingresso viene seguita principalmente dal referente terapeutico, dal referente del progetto e dal responsabile della comunità, con la condivisione delle caratteristiche del progetto con gli utenti, la consegna di un quaderno personale dove ogni soggetto registra come utilizza il denaro e eventuali riflessioni personali. Settimanalmente il referente terapeutico organizza i colloqui in base agli impegni lavorativi dei singoli soggetti, e anche i gruppi di mutuo aiuto vengono strutturati in base agli impegni lavorativi e decisi in sede di èquipe terapeutica. Rimane anche in questa fase come obiettivo dell’intervento terapeutico, il rispetto delle regole, ma con la particolare focalizzazione all’aspetto relazionale della trasgressività, e quindi di ricerca di una condivisione o di una contrapposizione.
6) Risorse:
- Personale:
- Équipe il Ponte
- Responsabile dell’associazione;
- Educatore responsabile della struttura;
- Terapeuta referente del progetto;
- Altri operatori della comunità terapeutica.
- Economiche:
- Rette di Ser.T. o servizi Sociali;
- Contributi di Enti Locali;
- Partecipazione degli inseriti.
- Attrezzature:
- Mobili della casa;
- Attrezzature per la manutenzione.
Il volume maggiore delle risorse umane viene reperito dall’èquipe della comunità terapeutica, l’aspetto più innovativo è che a un operatore viene assegnata la responsabilità del progetto, condividendo la disponibilità di una presenza quotidiana. Da un punto di vista economico si concorda per ogni persona inserita sia la partecipazione di eventuali contributi di servizi o personali e relative modalità di verifica con gli stessi sull’andamento per ogni programma personalizzato. Mantenere una rete di condivisione e di verifica esterna costante è motivo di efficienza del nostro sistema di valutazione, previsto anche dalla certificazione di qualità UNI EN ISO 9001:2000.
7) Sistema di valutazione:
- Di processo:
- Adeguatezza delle risorse (vedi n. 5);
- Adeguatezza dell’organizzazione;
- Adeguatezza dei metodi d’intervento;
- Coerenza tra metodi e obiettivi.
- Di risultato:
- Reazione dei destinatari;
- Efficacia dell’intervento (fine progetto e annuale);
- Efficienza dell’intervento (periodica);
- Impatto sul territorio e verso i destinatari (finali e intermedi);
- Rapporto tra risorse impiegate e risultati raggiunti;
- Possibilità di dare continuità al progetto.
Il monitoraggio e la valutazione di ogni singolo programma avviene settimanalmente negli incontri di èquipe, supportati dalla presenza del supervisore, nello stesso tempo il progetto generale stesso è soggetto a revisioni periodiche programmate. Tutte le decisioni riguardanti i programmi personalizzati e le revisioni del progetto vengono riportate nel verbale dell’èquipe terapeutica e costantemente supervisionate in ogni suo aspetto, mantenendo costante la collaborazione con i servizi coinvolti.
8) Fattibilità del progetto:
- Disponibilità delle risorse;
- Richiesta dei destinatari (finali e intermedi).
Nell’eventualità che non sia più possibile reperire le risorse necessarie o che vengano meno le richieste dei destinatari è compito dell’èquipe e del responsabile dell’Associazione prendere decisioni in merito al progetto stesso.
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